Editoriale

Napoli, Ancelotti fa da parafulmine ma la squadra si assuma le proprie responsabilità

Italia Mele

Il Napoli, dopo le ultime deludenti prestazioni, è chiamato ad una reazione. Italia Mele analizza la situazione in casa azzurri.

 

 

La classifica, come un fulmine a ciel sereno (o quasi), cade sul Napoli. Ancelotti fa da parafulmine ma i calciatori sono quelli che vanno in campo e gli tocca prendersi le proprie responsabilità. Un Napoli intenso e capace di leggere i momenti della partita con giocatori moderni che sappiano fare tutto. Questo l’obiettivo di Ancelotti che ha, evidentemente, valutato adeguato l’organico avuto a disposizione confermando gli obiettivi dichiarati.

Perché il Napoli non riesca ad esprimere questo calcio è una domanda che non si sgrana in un’unica risposta ma nei misteri di un lungo rosario che ha nomi e cognomi. Iniziare la stagione con Koulibaly, il miglior calciatore, in deficit di forma causa Coppa d’Africa, non solo fa perdere punti sanguinosi e certezze difensive ma lo toglie anche dal campo per ben due giornate. Persiste, poi, il mistero Ghoulam. Straziato dagli infortuni, rinuncia alla Nazionale per prepararsi al meglio ma ancora oggi lontanissimo dalle performance che aveva prima del lungo stop.

Salendo lungo lo schieramento arriviamo a Zielinski, Peter Pan, che non vuole diventare grande e cerca, sempre, l’isola che non c’è. Allan, che sta recuperando, lentamente la migliore condizione alternando cose buone ad errori. Arriviamo a Lozano, il meno responsabile dell’insufficienza in pagella. Arrivato da poco nella nuova scuola, deve avere il tempo di fare amicizia con i nuovi compagni di classe e conoscere i professori.

Passiamo per il Capitano, Lorenzo Insigne. Altalenante nel rendimento emotivamente sensibile, avverte il peso della responsabilità e a volte vorrebbe spaccare il mondo ma così si complica la vita e abbassa il rendimento. Finiamo con Milik, il centravanti titolare del Napoli, vittima di qualche problemino fisico che lo ha tenuto fuori e che oggi deve ritrovare condizione fisica e mentale e, magari, anche un po’ di fortuna.

Il calcio è un gioco di squadra determinato dalle prestazioni dei singoli e condizionato dal caso. Tutto passa attraverso i piedi e la testa dei calciatori che devono obbligatoriamente assumersi le proprie responsabilità e metterci molta più cattiveria agonistica nelle prestazioni. Aggressività che manca e che non va confusa con l’impegno che c’è sempre stato. L’ immensa statura di un coach come Ancelotti attira i fulmini ma la pioggia bagna ognuno e nel terreno bagnato affondano tutti.

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