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Sarri come Napoleone: ha fatto meglio di Mazzarri e Benitez

La storia si ripete: dalla richiesta di esonero alla gloria. Serve equilibrio.  

“Due volte nella polvere, due volte sull’altare” questi versetti della poesia “Il cinque maggio” che Alessandro Manzoni ha dedicato a Napoleone, sembrano adattabili anche all’avventura di Maurizio Sarri sulla panchina del Napoli.

L’inizio deludente della scorsa stagione ha fatto invocare l’esonero per il tecnico tosco-napoletano. Poi a maggio sappiamo tutti come è andata a finire: secondo posto e tanti record della storia del Napoli polverizzati, oltre il record storico di Higuain.

La storia sembra ripetersi. Poco prima del calcio d’inizio di Benfica-Napoli Sarri era da sostituire solo perchè in campionato senza più Higuain, anzi senza una vera prima punta, il Napoli ha conquistato appena tre punti in meno della scorsa stagione, quando però gli azzurri potevano dominare l’Europa League anche con le seconde linee. Tutto è cambiato dopo la vittoria sui portoghesi che ha regalato al Napoli il primo posto nel girone e il passaggio agli ottavi di finale di Champions League.

Sarri in Champions League ha fatto meglio di Benitez che nel 2013-14 si è fermato ai gironi malgrado i 12 punti conquistati e, l’anno successivo, è uscito addirittura nei play-off con il Bilbao.

Ma Sarri ha fatto anche meglio di Mazzarri che nella stagione 2011-12 ha portato il Napoli agli ottavi di finale però come seconda del girone alle spalle del Bayern Monaco, prima di essere eliminata dal Chelsea.

Quella di Sarri “Fu vera gloria? Ai posteri l’ardua sentenza, nui chiniam la fronte al Massimo Fattor”.

Di sicuro a Lisbona sono stati cancellati tanti “de profundis”, così come Sarri ha costretto tanti suoi detrattori a rivedere i titoloni già pronti per il dopo Benfica. La lezione della scorsa stagione non è stata imparata da tutti.

Di sicuro il Napoli di Sarri gioca un calcio di livello europeo che sta deliziando i napoletani obiettivi e senza schieramenti di inutili partiti.

Ma attenzione caro mister: Lisbona è una città di partenza e non di arrivo. A Cagliari, come disse Diego mentre festeggiava la vittoria del primo scudetto “La vittoria deve continuare”.

 

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