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Stirpe: “il primo ad essere deluso da questa stagione sono io ma mai dimenticare da dove siamo partiti e dove siamo oggi.”

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Il presidente Stirpe fa un bilancio del suo Frosinone in qusta stagione di Serie A

Il presidente Maurizio Stirpe a Radio Day, emittente ufficiale del Frosinone Calcio commenta la stagione del Frosinone:

Presidente Stirpe, in questi mesi spesso si è fatta questa riflessione con i tifosi: nei 90 anni di affiliazione il Frosinone ha disputato 80 anni di serie  C e D, 8 anni di B e 2 di A. Questi ultimi nei 16 anni di gestione della famiglia Stirpe. Questo dato, dal suo punto di vista come deve essere considerato?

«Non bisogna mai dimenticare da dove siamo partiti e dove siamo oggi. Anche se il primo ad essere deluso da questa stagione sono io. Innanzitutto perché non abbiamo saputo scaricare a terra le potenzialità che questa squadra aveva. Rimarrà un grande rammarico. Una considerazione su tutte che taglia la testa al toro: questa squadra nelle prime 8 partite aveva realizzato un punto, nelle altre 25 ne ha fatti 22. Vuol dire che il trend da ottobre in avanti è stato positivo e ci avrebbe consentito di combattere per la salvezza. Non è stato così perché purtroppo in alcuni momenti topici sono venute meno certe certezze e il potenziale non si è potuto vedere sul campo. Detto questo, è evidente che noi abbiamo fatto un certo percorso di crescita, penso anche che l’impegno in 16 anni l’ho messo tutto. Tante sono venute bene, altre fanno masticare amaro. Le cose perfette non esistono ma io mi ritengo moderatamente soddisfatto del cammino che il Frosinone ha fatto in questi anni».

La scorsa settimana nella diretta social ha parlato delle attività del Frosinone. Una iniziativa che forse nessun presidente di Serie A aveva mai realizzato. Che riscontri ha avuto?

«I riscontri sono stati interessanti come i suggerimenti. Una esperienza che replicheremo periodicamente. A volte instaurare anche un rapporto immediato con la gente che ci circonda, quelli che lo ripeto sono i veri proprietari della Società, vale davvero la pena. Ci sono delle situazioni che in certi momenti richiedono maggiore immediatezza. Penso che la cosa andrà replicata, è stata largamente positiva».

A 5 giornate dalla fine del campionato cosa ha chiesto a giocatori, tecnici e dirigenti? Si può già fare un’analisi  del mero risultato sportivo fin qui conseguito?

«Io penso che nelle prossime 5 giornate, quantomeno la struttura tecnica e i calciatori debbono dare dimostrazione di quanto ho detto prima: e cioè che noi potevamo avere le potenzialità di restare in questa categoria. Quindi mi aspetto che superino i 30 punti in classifica (la prima stagione di A si chiuse a 31, ndr), lo dico fuori dai denti. Qualora arrivasse questo traguardo e non fosse corroborato dalla salvezza che a questo punto ritengo alquanto improbabile, potrebbe servire a mitigare l’amarezza profonda. Tornare in A non può capitare ogni anno ed aver profuso tanti sacrifici e non  aver centrato l’obiettivo è una cosa che mi lascia alquanto dispiaciuto».

Presidente, in questo scorcio di fine campionato si sta lavorando a quello che sarà il Frosinone del futuro?

«Certamente, io sto già lavorando. Ho perfettamente chiaro quale sarà lo scenario, il quadro nel quale andremo a lavorare. Non mi faccio mai trovare impreparato dagli accadimenti. Ho iniziato a preparare con largo anticipo lo scenario all’interno del quale si muoverà il Frosinone nella prossima stagione».

Lei disse di recente al collega di Radio Uno, Filippo Corsini che qualora dovesse essere serie B, il Frosinone sarà assoluto protagonista.

«Certamente noi proveremo sempre a mettercela tutta. Dipendesse da me saremmo sempre competitivi per il primo posto. Tante cose dipendono da me ma anche da situazioni che vanno oltre il sottoscritto. E’ evidente che il Frosinone dopo che ha realizzato quello che ha realizzato a livello di infrastrutture, di assetto societario e di settore giovanile non può presentarsi ai nastri di partenza di un campionato di B dicendo che deve salvarsi. Sarebbe una grande ipocrisia. Certamente proveremo a competere per raggiungere risultati ambiziosi ma poi dipenderà anche dalla voglia e dai risultati di chi è protagonista sul campo, quindi giocatori e tecnico».

Una delle domande più ricorrenti che arrivano in redazione: il presidente ci può far capire quale sarà il ruolo di Maurizio Stirpe nel Frosinone del prossimo futuro?

«Nel prossimo futuro è evidente che per quanto riguarda l’assetto e la struttura della proprietà non penso che cambierà e quindi rimarrà saldamente nelle mani della mia Famiglia. E io rimarrò alla guida del Frosinone dal punto di vista operativo fino a quando non avremo saputo individuare una soluzione migliore di quella che c’è attualmente. Evidentemente salti nel buio la Società non li farà mai. Ci sarà un avvicendamento quando ci saranno le condizioni».

Per il prossimo campionato al capitolo biglietteria e marketing ci saranno nuove proposte?

«Per quanto riguarda la biglietteria sarà rifondato totalmente il settore. Una delle suggestioni arrivate dai tifosi sono state proprio le lamentele su quanto non ha funzionato. Per il marketing è evidente che parliamo di un discorso diverso: ha funzionato bene, cercheremo di accrescere il tasso di fidelizzazione, abbiamo bisogno di tutti, in primis degli sponsor che debbono continuare a svolgere quell’opera di fiancheggiamento del quale li ringrazio».

Da quanto è arrivato Baroni c’è stato un miglioramento. Come valuta il lavoro del tecnico? E il prossimo anno sarà ancora lui al timone?

«Il lavoro di Baroni ritengo che sia stato positivo. Però vorrei sottolineare anche un altro aspetto: il Frosinone è dalla metà del mese di ottobre che ha un andamento molto simile a quello che ha adesso. Ha alternato degli acuti a prestazioni scialbe, che hanno fatto torcere il naso a  molti ed anche  me. Come ho avuto modo di dire, Longo non era l’unico responsabile e diciamo che in pratica l’avvicendamento c’è stato per un motivo di carattere ambientale e per dare una risposta a quelle che erano le richieste dei tifosi più che per un fatto di cui ero profondamente convinto. Detto questo, Baroni finora ha operato bene però è prematuro fare qualunque considerazione sul futuro. Mancano 5 partite e io voglio che il Frosinone sappia scaricare a terra le potenzialità che ha e poi faremo tutte le valutazioni del caso».

Il Frosinone parteciperà il 6 e 7 maggio prenderà parte a Madrid all’incontro con i club di mezza Europa per parlare di Superlega e Super Champions League? Questa organizzazione che si fa promotrice dell’incontro non vede di buon occhio la novità prospettata.

«Il Frosinone non partecipa  a riunioni carbonare. E poi tra i promotori che ci sono in Italia sono presenti quelli che hanno affondato le Leghe minori, per cui chi di spada ferisce di spada perisce. Iniziativa fuorviante e di cui non c’è necessità».

La Var in questa stagione in  quale misura ha inciso sul campionato in generale e sul cammino del Frosinone?

«Premesso che la Var dal punto di vista tecnico è uno strumento utile, come amante del calcio non mi piace molto: lasciare i tifosi a bagnomaria per 10’ non va a braccetto con la bellezza dello spettacolo. Detto questo, la Var ci può stare ma non come c’è stata nei confronti del Frosinone. Chi interpreta la Var lo fa in un modo che, lasciatemi dire, crea amarezza e sempre nella stessa direzione. E allora fatemi aggiungere che non ce ne è bisogno per squadre come il Frosinone della Var. C’è bisogno di altro».

Ci chiedono: quali sono gli obiettivi primari per il prossimo campionato?

«Quelli di fare il meglio possibile. Partendo da una base che dovremo valutare. Certamente il Frosinone non potrà mai competere per obiettivi minimali. Ma tutto dipenderà dalle capacità e dalle risorse che sapremo mettere in campo. Più sono le risorse e maggiori sono le capacità e più si potrà essere ambiziosi nel cullare certi obiettivi. Vedremo se saremo capaci di farlo».

Presidente Maurizio Stirpe, un suo messaggio di saluto ai tifosi?

«Ai tifosi dico che dispiace per l’epilogo di questa stagione. E’ stata sofferta, figlia di qualche situazione difficile e qualche errore di troppo ma quello che voglio dire è che l’impegno non è mai venuto memo. Abbiamo provato a mettere in campo tutte le qualità di cui disponevamo. Purtroppo non è andata bene. Non c’è retropensiero, non c’è malafede ma c’è solo tanta amarezza. Potevamo conseguire un risultato importante che non è arrivato per una questione di dettagli, di errori ed anche di sfortuna. Pazienza. Bisognerà rimboccarsi le maniche ma non dimentichiamo che abbiamo 5 partite da disputare nelle quali spero che il Frosinone faccia parlar di sé».”

Intervista di Roberto Monforte ed Andrea Campioni.

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