di Diego Direttore
‘’Io sono il sergente maggiore Hartman vostro capo istruttore, da questo momento potete parlare soltanto quando vi sarà richiesto, e la prima e ultima parola che dovrà uscire dalle vostre fogne sarà signore. Tutto chiaro luridissimi vermi !!’’
Con questo discorso iniziale,
‘Il Sergente Hartman’, interpretato da un grandioso R.Lee Ermery, si apre FULL METAL JACKET, diretto da un maestoso Stanley Kubrick.
Il sergente ‘accoglie ‘ i soldati per quello che sarà un durissimo addestramento per entrare nel corpo militare Marines, impiegati all’ epoca nella guerra in Vietnam.
Gli azzurri durante la partita contro la Lazio, sembravano soldati alla fine del loro addestramento.
Camminavano in mezzo al campo, senza alcun voglia di lottare per conquistare il possesso e costruire qualcosa di pericoloso,
soprattutto i famosi ‘’FAB 4’’ a centrocampo che continuano a deludere tutte le aspettative.
Come nello scorso anno ad aprile e maggio, il Napoli è come se crollasse fisicamente, forse la tanto esaltata preparazione che fa mister Conte non ha dato i suoi frutti.
Il sergente Hartman attraverso il suo disumano addestramento preparava i soldati alla ‘’sporca guerra’’ senza fare sconti a nessuno.
Mister, è giusto far faticare e spingere al massimo i calciatori, ma la nostra ‘’guerra’’ dura nove mesi e non possiamo arrivare a metà aprile senza più forze.
Della partita in sè è inutile parlare, erano 21 anni che il Napoli in casa realizzava zero conclusioni nello specchio della porta.
Un incubo , sembrava essere ritornati alla stagione di due anni fa.
Inizialmente il regista Kubrick, scelse per questo capolavoro il titolo The Short-Timers, il termine ‘’short-timer’’ nel gergo militare americano indica un soldato che è arrivato quasi alla fine del suo turno di sevizio e sta per tornare a casa.
Qui non parliamo di un soldato, ma di Antonio Conte e sentendo anche le sue dichiarazioni post- partita, per evitare malumori forse sarebbe meglio riflettere attentamente sul futuro della panchina azzurra.
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