Editoriale

Calcioscommesse tra ipocrisia e lucida follia: Ovvero quando tutti ricordano all’improvviso il valore ‘educativo’ che dovrebbe avere il calcio

Nel racconto della vicenda scommesse c’è un errore di forma e di sostanza.

Il calcio italiano, non è stato travolto da un evento esterno il problema è endogeno, sta dentro il calcio, perché ci sono moltissimi calciatori, a tutti i livelli che scommettono per svariati motivi, ovunque nel mondo.

Addirittura il capo delegazione dell’Italia Buffon è presente in  un’informativa della Guardia di Finanza in relazione all’ultima maxi inchiesta.

Buffon venne accusati dalla dalla procura di Parma di scommesse sportive illecite poi ci sarà l’archiviazione.

A volte si scopre, casualmente per altre indagini e in questo caso,  la concomitanza con le notizie diffuse da Fabrizio Corona, fa esplodere il bubbone a favore di telecamere.

La prima linea difensiva delle istituzioni calcistiche e non, agli occhi del mondo, dopo l’arrivo shock della digos a Coverciano è stata quella della malattia.

Si è parlato subito di ludopatia, in realtà per definire un soggetto ludopatico serve un percorso specialistico e un medico che lo certifichi, non penso lo abbiano fatto bell’arco di poche ore.

Certo, se c’è la patologia dispiace e va curata ma usarla come elemento di distrazione e per impietosire non è corretto.

A fronte di qualche ludopatico ci sono tanti che scommettono per soldi( soprattutto nelle serie minori e poco pagate) altri per noia, sprezzo del pericolo e perché sono viziati e si sentono impuniti.

Adesso va capito se ci siano state scommesse, anche, sulle proprie squadre e capaci di alterare il corso delle stagioni,

Sicuramente ragazzini di vent’anni con tutti quei soldi a disposizione o sono particolarmente equilibrati o sarebbe meglio fossero seguiti attentamente da parenti e procuratori e società.

Ecco, società, appunto, è credibile che aziende strutturate e capillari nei controlli siano all’ oscuro di situazioni così estreme?

Fosse così sarebbe grave, sopratutto nel caso di Fagioli che, dalle prime notizie, sembrerebbe essere quello coinvolto in una situazione complicata e perdurante e nota ad altri tesserati della Juventus( si parla di Bonucci e un membro

dello staff tecnico.

Comunque sia, è quando si scoprono situazioni come queste che tutti ricordano il valore sociale ed educativo del calcio, salvo, poi, dimenticarlo, quando si accettano soluzioni di compromesso per sanare gravi irregolarità.

Va evitata l’ipocrisia, non può essere diseducativo scommettere e non esserlo non rispettare le regole.

Altra ipocrisia sta, nel rizelarsi per

Il ruolo avuto in questa vicenda da un personaggio come Fabrizio Corona, ex pregiudicato, con pochi scrupoli, e modi sgradevoli ma che  sta facendo solo il proprio interesse, se è arrivato prima degli altri e usa le notizie a modo suo il problema non è suo.

Infine ma non ultima( anzi!)  la deprimente considerazione che in queste prime analisi il tema più trattato sia lo sconto di pena: Non cercare una punizione adeguata ed un percorso di recupero ma la corsa allo sconto di pena maggiore e poi parlano di esempio…

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