Presentato ufficialmente il progetto del nuovo stadio Maradona dal sindaco Manfredi e dall’assessore Cosenza:
“Appena avremo il via libera partiremo con la gara per la realizzazione dei lavori”.
Cosi Gaetano Manfredi alla presentazione del progetto di restyling dello stadio Maradona per ottenere la candidatura per Euro 2032.
Prende la parola l’assessore Edoardo Cosenza: “Questo è un progetto approvato avendo avuto tutti pareri positivi e quindi a brevissimo può andare in gara con un appalto integrato. Ha avuto anche una prima validazione e verifica da una delle società più importanti in questo campo. Appena avremo l’ok partiremo con la gara finale. La Uefa doveva presentare Napoli con un’immagine sola e Napoli batte tutti tra Diego, lo stadio, l’America’s Cup e i festeggiamenti recenti. Poi abbiamo messo Caruso, Sorrentino, Loren, il Cristo Velato, i pastori, il cibo etc. Ovviamente con una sola slide già abbiamo vinto. L’Uefa ha apprezzato molto l’alta velocità e il trasporto pubblico locale per arrivare al Maradona. A Torino ad esempio allo stadio si arriva solo in auto. Invece dall’aeroporto al Maradona ci vogliono appena 15 minuti con la tangenziale. Coi lavori partiremo col terzo anello eliminando le vibrazioni e durante i lavori non perderemo neanche un posto. Ci saranno 63mila posti tutti ben visibili a differenza dei 54mila di oggi ma con alcuni posti dove la visibilità è scarsa. E le tribune saranno più vicine al campo con l’eliminazione della pista d’atletica. E la copertura che tutti ritengono brutta verrà vestita di luce e potremo fare qualsiasi gioco di luce che vogliamo. Come saranno le facciate esterne? Riprenderemo la forma dello stadio del Sole dove si vedrà lo stadio del Sole ma in ogni traliccio ci saranno decori di sera e di giorno con tutti i giocatori che hanno fatto la storia del Napoli. Sei volte ci sarà Maradona e per ogni immagine una rete iconica, poi ci saranno le mega star, le super star e le star. Ma non vi dico tutto ora, vi lascio con la curiosità…”.
“Il nuovo primo anello sorgerà all’altezza delle panchine e i lavori non comporteranno alcuna riduzione della capienza del Maradona. Lo spazio ricavato tra il primo e il secondo anello sarà destinato a nuove attività, tra cui la Maradona Experience. Sulla copertura è inoltre prevista l’installazione di un impianto fotovoltaico, mentre gli spalti saranno avvicinati ulteriormente al terreno di gioco. L’Uefa valuta anche elementi come l’attrattività turistica, la storia della città e la capacità di ospitare grandi eventi. Il brand Napoli può contare oggi su circa 20 milioni di turisti, oltre a un’elevata capacità ricettiva. Un altro requisito determinante è rappresentato dall’Alta Velocità ferroviaria. L’Uefa, infatti, richiede che almeno l’80% dei tifosi raggiunga lo stadio con il trasporto pubblico e Napoli risponde pienamente anche a questo parametro.”
“Il progetto ha già ottenuto il via libera della Conferenza dei Servizi e, non appena arriverà l’ultimo ok, potrà essere avviata la gara conclusiva. Nel confronto tra lo stadio, Diego e Napoli, è la città ad avere un impatto unico sotto questo profilo. Nel dossier abbiamo inserito anche numerosi elementi che raccontano e valorizzano la storia e l’identità di Napoli. Il gruppo di lavoro è coordinato da Enzo Brandi insieme all’ingegnere Toscano, con il supporto di un’importante squadra interna al Comune.”
Manfredi: “Il dossier è fondato sulla riqualificazione dello stadio Maradona e sul rispetto di tutti gli altri requisiti richiesti dall’Uefa. Il progetto comprende anche una serie di interventi per la riqualificazione dell’intera area di Fuorigrotta. L’auspicio è che questo quartiere possa essere valorizzato con un utilizzo sempre più intenso, anche grazie alle attività del Calcio Napoli, al quale abbiamo sempre garantito la massima disponibilità. L’intervento è già coperto sotto il profilo finanziario e ha ottenuto anche le necessarie autorizzazioni.”
“Presentiamo oggi il dossier relativo alla candidatura della città per ospitare gli Europei del 2032. È il risultato di un lavoro durato circa un anno, sviluppato attraverso un costante confronto con gli organismi nazionali e internazionali. Voglio ringraziare tutti i professionisti che hanno contribuito a questo percorso, mettendo in campo non solo le proprie competenze ma anche la passione da tifosi. Un grazie va inoltre a tutta la struttura del Comune, alla Regione Campania e a Roberto Fico, che ci è stato sempre vicino, anche sotto il profilo economico. Abbiamo lavorato con l’obiettivo di presentare una candidatura forte e credibile, perché Napoli, capitale del calcio e non solo, non poteva mancare a questo appuntamento.”
“L’investimento dovrà essere in grado di garantire una sostenibilità economica nel tempo. Molto dipenderà dal modello di gestione che verrà scelto, ma siamo disponibili a valutare ogni soluzione. Per quanto riguarda la pista d’atletica, è necessario distinguere tra quella destinata agli allenamenti e quella per le competizioni. Sul primo fronte stiamo già riqualificando il Parco dello Sport e il Virgiliano. Inoltre, mi sono confrontato con il CONI sulla possibilità di realizzare a Napoli uno stadio dedicato all’atletica, che possa ospitare sia gli allenamenti sia le gare. Insieme alla Regione stiamo valutando diverse ipotesi e puntiamo a valorizzare gli impianti già esistenti. I dati dimostrano che la pista del Maradona è stata utilizzata quasi esclusivamente per gli allenamenti, mentre l’organizzazione di competizioni di atletica risulta di fatto impraticabile. All’interno dello stadio resteranno comunque gli spazi destinati alle palestre, mentre con la Regione definiremo in seguito la destinazione delle altre aree.”
Cosenza: “Al Maradona non è possibile ospitare competizioni di atletica, né discipline come il lancio del peso o il lancio del giavellotto. L’obiettivo è quello di dotare Napoli di un impianto specificamente dedicato all’atletica leggera, in grado di accogliere regolarmente le competizioni.
Parcheggi? Per quanto riguarda i parcheggi, il progetto è stato sviluppato nel pieno rispetto dei parametri fissati dall’UEFA: sono previsti 1.500 posti auto e 158 stalli per gli autobus. L’obiettivo principale resta comunque incentivare l’utilizzo del trasporto pubblico. Sotto la tribuna centrale esiste già un piccolo parcheggio da 25-30 posti, mai entrato realmente in funzione: lo renderemo operativo fin da subito per liberare Via Tanzillo. Inoltre attiveremo circa 200 posti, tra auto e moto, che finora non sono mai stati utilizzati. Del resto, in molti stadi europei i parcheggi sono addirittura assenti, proprio perché gli impianti sono raggiungibili principalmente con i mezzi pubblici.”
Manfredi: “Abbiamo predisposto un piano della mobilità che prevede una rete di aree di interscambio: chi arriva in auto potrà lasciare il veicolo in punti più distanti e raggiungere lo stadio con il trasporto pubblico. È una delle richieste avanzate dall’UEFA. I parcheggi a servizio dell’impianto vengono utilizzati praticamente solo durante le partite: realizzare 10mila posti auto significherebbe creare un’enorme area asfaltata e cementificata, destinata a restare inutilizzata per gran parte del tempo. L’UEFA ha svolto uno studio approfondito sull’accessibilità degli stadi e, in molte città inglesi, è praticamente impossibile raggiungere gli impianti in auto. Il modello da seguire è quello di stadi ben collegati con il trasporto pubblico, prevedendo soltanto una quota limitata, circa il 20%, di posti auto per chi sceglie il mezzo privato. Questo significa integrare lo stadio nel sistema dei trasporti cittadini, riducendo problemi di congestione, parcheggiatori abusivi e ricorso ai garage privati. Un tifoso, ad esempio, può lasciare l’auto al Centro Direzionale e arrivare al Maradona in metropolitana. Per questo abbiamo elaborato un piano dei trasporti molto dettagliato, perché per l’UEFA l’accessibilità rappresenta un requisito fondamentale. Sulla questione dei parcheggi la mia posizione è diversa da quella di De Laurentiis. Lui ritiene necessario uno stadio con 10mila posti auto, ma bisogna chiedersi quale utilizzo avrebbero tutti questi spazi nei giorni in cui non si disputano le partite.”
Rinominazione del piazzale? Per quanto riguarda Piazzale Tecchio, stiamo incontrando alcune resistenze rispetto all’ipotesi di intitolarlo a Piazzale Ascarelli. Si tratta di un’area densamente abitata e il cambio di denominazione richiede un confronto con il territorio. Proprio per questo è in corso un lungo percorso di interlocuzione, con l’obiettivo di arrivare alla modifica del nome della piazza.”
Ancora Manfredi: “Se un soggetto privato è disposto a investire risorse proprie per realizzare un’opera, non possiamo che accogliere con favore questa scelta. Significa portare investimenti, creare occupazione e generare valore per la città. Se la SSC Napoli decidesse di costruire un secondo stadio con capitali privati, per noi non ci sarebbero problemi. Il tema, però, è capire quando questi progetti possano concretizzarsi, perché i tempi sono un aspetto decisivo. Lo stadio Maradona rappresenta un patrimonio della storia calcistica e della città e non può essere accantonato dall’oggi al domani. Quando si pensa a Fuorigrotta, il primo simbolo che viene in mente è proprio lo stadio.
Concerti? Abbiamo svolto diversi approfondimenti anche sul tema dei concerti, ma oggi il focus è la candidatura agli Europei. Per gli eventi musicali il discorso è diverso: nel 2027 lo stadio continuerà a ospitarli, mentre per il 2028 faremo le valutazioni necessarie.”
Cosenza: “Una volta completati gli interventi, organizzare i concerti sarà molto più semplice, sia sotto il profilo logistico sia per quanto riguarda la resa acustica. Il progetto prevede un varco d’accesso ogni 660 spettatori: un numero molto elevato che garantirà un afflusso più efficiente.”
Manfredi: “L’area Q8 è al centro di riflessioni urbanistiche da molti anni. Tutto è legato anche ai tempi della bonifica, che non saranno brevi. Nel corso degli anni la proprietà ha preso in considerazione diverse ipotesi di investimento, sia per infrastrutture sia per interventi residenziali, ma non spetta a me parlare per un soggetto privato. Sarà la proprietà a presentare le proprie proposte e il Comune le valuterà. Da tempo manteniamo un confronto costante con il governo del Kuwait, perché riteniamo strategico recuperare quell’area, inserita in un più ampio progetto di riqualificazione urbana. Inoltre, la zona è interessata anche dalle opere viarie legate alla Darsena di Levante. Disegnare uno stadio su una mappa è semplice, realizzarlo significa confrontarsi con una serie di aspetti molto più complessi”.
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