di Diego Direttore
‘’Che siano loro a sbagliare, e quando il tuo nemico comincia a fare errori, non interromperlo”.
Billy Beane, interpretato da un grandioso Brad Pitt, nel capolavoro diretto da Bennet Miller,’’L’arte di vincere’’, è il direttore generale degli Oakland Athletics.
Una squadra in grande difficoltà dopo aver ceduto tre giocatori chiave nella stagione appena conclusa.
Nonostante un budget ridotto, riesce a creare un team super competitivo , grazie alle formule di Bill James, storico e statistico americano di baseball, che nel 1977 espone le sue teorie in un libro.
Secondo James attraverso un approfondito studio di dati statistici era possibile fare analisi oggettive sul valore dei giocatori, andando oltre i loro presunti difetti o limiti.
Nel campionato spagnolo in questo momento, il Getafe di Josè Bordalàs sta sorprendendo tutti.
Pur disponendo di una rosa dal valore tecnico modesto, i ‘Los Azulones’ sono ancora in corsa per tornare in Europa, un obiettivo che manca ormai da tantissimo tempo.
Gran parte del merito va al metodo Bordalàs che nasconde un forte investimento tecnologico.
Tra le ultime trovate, c’è un particolare uso dell’intelligenza artificiale, grazie alla quale il Getafe avrebbe portato una crescita del 53% nel rendimento di punti, passando da 0,89 a 1,37 punti a partita.
Questo particolare utilizzo dell’AI, evidenzia dettagli tattici, schemi nascosti che possono risultare decisivi.
Il lavor di Mister Josè, rappresenta un modello più preciso e specifico totalmente rivoluzionario.
I numeri sembrano confermalo soprattuto in una stagione condizionata da limiti economici e da una rosa inizialmente poco proficua, rilanciata dagli innesti del mercato invernale: propio come gli Athletics di Beane.
Il Getafe oggi, pone le basi di quello che potrà essere il modo di lavorare nel calcio del futuro,
e chissà se il metodo Bordalàs, darà ai tifosi spagnoli la soddisfazione che tanto meritano, un posto in Europa.
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