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Pellegrini: “Zazzaroni su Sarri, navigatore su Damasco”

Alessandro Pellegrini, agente di Sarri, commenta le parole di Ivan Zazzaroni sul tecnico di Figline.

Questo l’articolo di Ivan Zazzaroni, pubblicato sul suo blog “Battaglie Personali” online sul Corriere dello Sport – STADIO.

Ho cambiato opinione: adesso Sarri che se la prende con quelli che non hanno mai giocato a calcio e programmano le partite all’ora di pranzo lo comprendo e mi piace; e mi piace Sarri che detesta le convocazioni delle nazionali che non gli permettono di allenare i suoi come vorrebbe; o Sarri che parla il meno possibile (anche perché il presidente lo vorrebbe muto); mi piace un po’ meno il suo lato un po’ troppo spinto (a volte offensivo, altre volgaruccio) perché in fondo mi ci riconosco, sono così anch’io. E me ne dolgo.

Mi piace perché quel Sarri profuma di calcio autentico e conserva la freschezza del ragazzo che non ha la capacità della malizia: sarà fuori tempo e moda, paradossale anche, donchisciotte contro troppo mulini a vento, ma è unico perché ha il coraggio dell’inadeguatezza: il calcio per lui è il campo, lo spogliatoio, per molti altri è anche se non soprattutto il resto: relazioni, comunicazione, asservimento.

Ripetere che “a mezzogiorno non si può giocare” significa riaffermare la centralità del gioco e fottersene di chi sostiene che non si può andare contro il progresso e le televisioni che il calcio lo mantengono. Tra un paio di stagioni, con la Champions aperta alle prime quattro e gli orientali sempre più padroni della Serie A, si giocherà probabilmente anche a colazione e Sarri continuerà a incazzarsi dopo un sontuoso 5-0 in trasferta.

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