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Tavecchio: “Il VAR corregge gli errori, un futuro senza tecnologia in campo è irrinunciabile”

CarloTavecchio, ex presidente FIGC, è intervenuto a Radio CRC.

Queste le sue parole: “ Il VAR nasce nel 2014 con Blatter e Blatter cercava una nazione che avesse capacità e voglia di applicare questo strumento. Quando incontrai Blatter nel 2014 il discorso fu sulla questione del VAR e io gli diedi disponibilità con una lettera. Io ho creduto in quella intuizione che non era di certo solo mia, ma anche di tanti altri e fummo tra i primi a fare questo esperimento, insieme alla Germania. Questo esperimento andò a buon fine e poi eccoci qua.

VAR spenta? Il VAR è un prodotto che deve essere dal punto di vista sportivo rispettato. La filosofia del Tennis e della Pallavolo dimostra che più viene tutelata la correttezzadel gioco, più esso è regolare. L’uomo per sua natura sbaglia ma il VAR lo corregge, a questo punto tutte le opinioni sono rispettabili, ma un futuro senza la tecnologia in campo sia irrinunciabile.

Giovani italiani? Vi dico una cosa. In Italia e in Europa si poteva applicare una norma quando eravamo alla presidenza del consiglio europeo: definire il calcio come specificità sportiva. Potevamo far giocare solo 5 stranieri nelle nostre squadre, ma questa cosa non fu portata avanti. Ormai noi siamo legati a questa filosofia, il calcio italiano diventa un calcio europeo e per certi aspetti mondiale. Se si dichiarava il gioco del calcio specifico, la specificità permetteva di porre delle difese per i giocatori. Questo non avverrà più. 

Cosa auguro a Gravina?  Gabriele Gravina è un uomo di lungo corso. Ha fatto attività agonistica, dirigenziale e sportiva. Io dissi a suo tempo che la madre di tutto era la riforma di tutti i campionati. Non si può prescindere dalla riduzione delle squadre professionistiche, per risolvere il problema. Platini ha detto che gli arbitri stanno dalla parte di chi comanda? Io non so perché abbia detto questo. Io credo che siano i primi giudici in campo.

Perché non ho mandato via Ventura via dopo la Spagna? In questo sistema non ci sono solo questioni di natura sportiva, ma anche economica.  La FIGC non può permettersi di pagare due allenatori. Io ho avuto contatti tutti i giorni con i giocatori e non mi hanno mai detto che non volevano l’allenatore. Tutti sanno che io sono innamorato d’Insigne, ma a me non è stato permesso di intervenire. Se quel palo fosse entrato non eravamo mica qui a discutere. Ricordate quando si parlava di Apocalisse, fu peggio di un’apocalisse che poi c’è stata.  Il fatto agonistico è morale: noi fuori dai mondiali non potevamo starci. Visto che non si è dimesso nessuno, non avevo altra via che quella. La più bella soddisfazione che può avere una persona è quella di guardare il passato senza remore ”.

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