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Zaccarelli: “A Napoli venivo sempre volentieri a giocare, il pubblico era uno spettacolo”

A Radio Marte nel corso della trasmissione “Si gonfia la rete” di Raffaele Auriemma è intervenuto l’ex calciatore e dirigente Renato Zaccarelli.

Le partite sono tirate al massimo, le squadre ormai giocano sempre per i tre punti proprio perché bisogna cercare di non restare lì a difendere. Ormai giocano tutte a viso aperto perché con i 3 punti chi si ferma è perduto.

Milan e Napoli come alla fine degli anni ’80? Le due squadre avevano grandissimi giocatori, di certo è una bella accoppiata. Il Milan ieri ha portato a casa un risultato importantissimo, ora dipenderà dalle altre – specie dal Napoli – mantenere quel passo lì, il campionato è ancora lungo. Il Torino ieri sera ha fatto una buonissima gara, poi gli episodi fanno la differenza. Il Milan ha saputo concretizzare la chance avuta con Giroud, il Toro invece ha avuto un paio di chance e la traversa. Alle volte un pizzico di fortuna può aiutare ma la strada che ha intrapreso è un po’ in salita. Juric ha portato nuovo gioco ma anche entusiasmo e aggressività, cioè le cose che il tifoso del Torino si aspetta.

Napoli da Scudetto? Lo auguro al Napoli come alle altre squadre, tutti si impegnano avendo le possibilità per arrivare a centrare il risultato finale. Si tratterà di vedere chi avrà più resistenza. Da gennaio ci saranno anche tante squadre che perderanno giocatori per la Coppa d’Africa. Quando hai già messo tanto fieno in cascina però tu scappi e gli altri devono inseguire senza perdere colpi.

Mondiale giocato? Lo ricordo bene, chi fa il calciatore lo fa per passione ma anche per ambizione di diventare un giocatore importante. Quando arrivi in Nazionale per Europei e Mondiale quello che hai vissuto rimane, anche perché ti confronti con altre realtà. Gol di mano di Pulici in Torino-Napoli? Penso che anche con il VAR avrebbero fatto fatica a vederlo, tutti pensavamo che l’avesse colpita con la testa. Solo Bruscolotti aveva visto bene. A Napoli venivo sempre volentieri a giocare, il pubblico era uno spettacolo. Sono partite che si affronano con un’altra concentrazione.”

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